GRAVIDANZA. Articoli in generale

GRAVIDANZA. Articoli in generale

Messaggioda eco_admin » 09 dic 2007

Aggiornato 15.10.2010

Sicurezza del parto in Italia
Nobel per la medicina a Robert Edwards ma per il Vaticano è inaccettabile
Legge 40 dopo la Corte costituzionale
Nascere a casa sicuro come in ospedale
Raddoppiate le gravidanze gemellari

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GRAVIDANZA. Legge 40 dopo la Corte costituzionale

Messaggioda eco_admin » 14 apr 2009

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Undici settimane

Fonte: ADUC SALUTE 09/04/2009


Legge 40 dopo la Corte costituzionale.

Gli esperti si interrogano: abolizione dell'obbligo di impiantare solo tre embrioni, apertura alla loro crioconservazione e via libera alla diagnosi pre-impianto. Sono queste in sintesi le modifiche alla legge 40 sulla procreazione assistita, secondo alcuni esperti riuniti ieri a Milano in un incontro sul tema. Tra uno o due mesi la Corte Costituzionale pubblicherà la sua decisione in merito alle modifiche dell'articolo 14 della legge, nei punti in cui è stato giudicato incostituzionale.

“Se non c'è più limite al numero di embrioni ottenibili, e nemmeno al numero da impiantare – spiega l'avvocato Ileana Alesso - nel momento in cui si crea un numero elevato di embrioni, e la donna e il medico decidano insieme di impiantarne meno, gli altri conseguentemente dovranno essere crioconservati. Il comma 1 dell'articolo, che vieta la crioconservazione tranne in casi eccezionali, rimane di principio, ma non opera nei confronti di quelle donne che abbiano bisogno di un numero di embrioni superiore a tre”. “Ora, tra i profili di incostituzionalità ancora da superare nella legge 40 - dice Marilisa D'Amico, ordinario di diritto costituzionale - rimane ad esempio il divieto generale di fecondazione eterologa”, quella cioè in cui a donare l'ovulo o il seme è una persona estranea alla coppia che vuole avere un figlio, “perchè ci sono situazioni tra loro simili che al momento, per effetto della legge, sono trattate in modo diverso”.

Le modifiche della legge 40 sulla procreazione assistita (Pma) “creeranno molta confusione tra i medici, che sono preoccupati e spaventati”. Lo ha detto Carlo Flamigni, ginecologo e membro del Comitato nazionale di bioetica. Il nuovo articolo 14, secondo gli esperti (la decisione della Corte sarà depositata solo tra 1-2 mesi), prevede in particolare che “non si deve creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario”. Quale sia il limite, quindi, è lasciato alla scelta del medico e della donna, e da qui la possibile confusione. “Ma i medici devono ricordare che viene loro in aiuto la scienza - ha detto Flamigni - molti dati dei laboratori indicano ad esempio il numero massimo di ovociti che conviene ottenere in una Pma”. Ad esempio, a seconda dell'età della donna e delle sue condizioni, una stimolazione normale delle ovaie può arrivare a far ricavare anche 14-16 ovociti.

Infine, ai medici spaventati per gli eventuali limiti imposti dalle prossime linee guida, previste dal sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, Flamigni si augura “che i medici leggano più quello che dicono gli esperti di diritto costituzionale, e meno quello che dicono i sottosegretari”.
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GRAVIDANZA. Nascere a casa sicuro come in ospedale

Messaggioda eco_admin » 16 apr 2009

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Trenta settimane.


Nascere a casa sicuro come in ospedale

Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - Nascere in casa è sicuro quanto venire al mondo in un ospedale. A premiare un vero e proprio ritorno al passato è il più vasto studio mai condotto sul tema: sono infatti ben 530 mila le nascita monitorate nella ricerca olandese che ha guadagnato le pagine della rivista Bjog. E che mostra che un parto tra le mura domestiche è lungi dall'essere pericoloso. A patto, però, ci tengono a precisare gli esperti, che i medici considerino la gravidanza a basso rischio. A quel punto far nascere il bebè in casa o rivolgersi a un ospedale non fa molta differenza.Lo studio, condotto in Olanda proprio perché tra i Paese europei dove i parti in casa vanno per la maggiore, non ha riscontrato differenze nei tassi di mortalità di madri e neonati nelle gravidanza portate a termine fra le mura domestiche o in ospedale.

Ad accendere la curiosità dei ricercatori guidati da Simone Buitendijk, del Tno Istitute for Applied Scientific Research, il fatto che in Olanda si registrino tra i più alti tassi di morte alla nascita o durante il parto. Poiché in questo Paese un terzo delle nascite avviene in casa, alla vecchia maniera, c'era il timore che questo fosse un ulteriore fattore di rischio. Ma il confronto tra donne con gravidanze a basso rischio che hanno partorito a casa con un'ostetrica al fianco e altre che sono invece andate in ospedale, non ha mostrato grosse differenze tra i due gruppi, nè per la madre nè per il bebè. "Se la gravidanza non è a rischio - sottolinea dunque Buitendijk - il parto in casa è sicuro come in ospedale". Ma per partorire serene in casa propria è indispensabile, ad esempio, che il bambino si trovi nella posizione ottimale e non abbia difetti congeniti. Ma anche che la madre non abbia subito in passato un cesareo. Inoltre, nel corso dello studio, quasi un terzo delle donne che hanno iniziato il travaglio a casa ha dovuto essere trasferito in ospedale perché sono insorte complicazioni, per esempio un battito cardiaco fetale anomalo. Ma anche in questi casi - ci tiene a precisare Buitendijk - il rischio per madre e figlio non è risultato maggiore a quello corso se la donna fosse stata fin dall'inizio in ospedale".
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GRAVIDANZA. Raddoppiate le gravidanze gemellari

Messaggioda eco_admin » 19 apr 2009

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Dieci settimane ... solitarie.

Aduc salute 17/04/2009

Legge 40; in dieci anni raddoppiate le gravidanze gemellari


Madri sempre più “anziane” nel concepire il primo figlio, il maggior ricorso alla fecondazione assistita e l'obesità sono tre cause che negli ultimi 10 anni hanno fatto raddoppiare in Italia il numero delle gravidanze gemellari, attualmente circa 10 mila l'anno, con più di 20 mila neonati gemelli. All'esame del fenomeno e alle sue complicanze è dedicato il primo congresso mondiale, che da ieri al 18 aprile impegnerà a Venezia 600 delegati provenienti da 55 nazioni. “L'età avanzata della madre alla prima gravidanza - ha detto il presidente del congresso, Gian Carlo Di Renzo, direttore della clinica ostetrica e ginecologica dell'Università di Perugia -, il ricorso alla fecondazione assistita e l'obesità sono i principali fattori delle gravidanze gemellari”. Per quanto riguarda la fecondazione assistita, ha proseguito, l'obbligatorietà dell'impianto dei tre embrioni ha portato a circa 1.200 le gravidanze multiple all'anno, il triplo del normale. Sono gravidanze, ha sottolineato, che si presentano a rischio sia per la madre che per i bambini: le prime sono più soggette a diabete e ipertensione, i secondi, per l'improbabilità di nascere a termine, hanno più possibilità di avere handicap soprattutto al sistema nervoso. 'Da studi che verranno presentati nel corso dei lavori sul follow-up neuromotorio dei gemelli - ha annunciato Di Renzo - , emerge che, rispetto ai nati singoli, manifestano una curiosa prevalenza dell'utilizzo della mano e della parte del corpo sinistra”. Di Renzo ha inoltre rilevato la necessità che queste gravidanze e i neonati siano seguiti in ospedali specializzati, per ridurre le complicanze e lo stress fisico. Ma i gemelli rappresentano per gli scienziati anche uno straordinario modello di studio dello sviluppo dell'uomo, del suo comportamento e delle affinità e differenze tra i vari individui: i monozigoti, infatti, nati da un unico ovulo, manifestano caratteri diversi, e diverse modalità di ammalarsi - spiega Di Rienzo - se la malattia è di origine genetica si svilupperà in entrambi, ma se dipende da fattori ambientali uno solo dei due, quello più predisposto, ne soffrirà.
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Re: GRAVIDANZA. Raddoppiate le gravidanze gemellari

Messaggioda eco_admin » 12 ott 2010

Attualità 4.10.2010

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Sei settimane di ecografia "tradizionale" con Amore e Psiche.


Nobel per la medicina a Robert Edwards ma per il Vaticano è inaccettabile

Padre Gonzalo Miranda ha affermato: “... ad esempio, i figli devono essere il risultato di un atto d’amore non di un atto medico”. Si deduce, pertanto, che è proibito qualsiasi “atto medico” che faciliti il concepimento di un figlio.
MA se un adulto è attaccato ad una macchina che lo tiene in vita ed in precedenza aveva affermato che quella condizione è insopportabile, allora la tecnologia medica diventa “buona” e si è costretti dal Dogma e dalla Legge a morire come vuole il Santo Padre.

Pretendono il diritto di decidere della nascita, della vita e della morte anche di chi non è credente.

Per quanto mi riguarda: Dottor Edwards, God bless you
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Re: GRAVIDANZA. Raddoppiate le gravidanze gemellari

Messaggioda eco_admin » 19 ott 2010

15.10.2010

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Tentacinque settimane.

Sicurezza del parto in Italia

Il Ministero della Salute ha reso noti sul proprio sito internet i dati sulla mortalità infantile in Italia, che dimostrano un trend in continuo miglioramento a livello nazionale: dal 2001 al 2006, per i maschi si è scesi da 4,9 a 4,1 decessi per 1.000 nati vivi, mentre per le femmine si è passati da 4,2 a 3,2 decessi per 1.000 nati vivi. Il dato della riduzione della mortalità infantile interessa tutto il territorio nazionale, anche se permangono differenze fra le regioni del Nord-Centro e quelle del Sud del Paese. Analoga situazione si rileva per la mortalità neonatale, che è pari al 2,35 per mille. Su 559.102 parti registrati dalle Schede di Dimissione Ospedaliera nell'anno 2008, la proporzione complessiva di parti cesarei è di 38,3%; tra le 474.468 donne senza pregresso cesareo, la proporzione nazionale scende a 29%. La proporzione a livello regionale di parti cesarei totali varia da un massimo di 61,9% in Campania (62% in più rispetto alla media nazionale) ad un minimo di 21,3% in Friuli Venezia Giulia (circa la metà della media nazionale). Nel periodo compreso tra settembre 2005 ed agosto 2010, sono stati segnalati 40 casi di eventi sentinella relativi a mortalità neonatale e 21 eventi sentinella relativi alla morte materna al parto, a fronte di circa 2.800.000 parti nello stesso periodo di tempo. Pertanto questi dati consentono di dare una risposta di assoluta tranquillità in termini di sicurezza sia per la madre che per il neonato. A fronte di quasi 3 milioni di parti, sono stati segnalati solo 61 eventi sentinella materni o neonatali.
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