Responsabilità medica. Il Decreto Balduzzi non basta

Responsabilità medica. Il Decreto Balduzzi non basta

Messaggioda eco_admin » 05 ott 2012

5.10.2012
Articolo pubblicato su Quotidiano Sanità QS

Responsabilità medica. Il Decreto Balduzzi non basta

Responsabilità professionale (art. 3 del decreto Balduzzi): la principale novità attiene il ripristino del limite della colpa grave per rispondere dei reati commessi dal medico se lo stesso durante la propria attività si è attenuto alle linee guida.

Gentile Direttore,
non credo che il “diritto di curare in serenità” rivendicato dai medici potrà ripristinarsi sapendo che le cause vinte passeranno dal 70-80% di oggi all’85% di domani anche se è da ritenersi positivo.
Ciò di cui i medici hanno bisogno è innanzitutto la riduzione del numero delle cause inutili.
Colui che persegue la violazione del diritto alla salute in funzione del profitto, invece, ringrazierà per il tavolo imbandito: utilizzerà, quando possibile, esattamente le linee guida per intraprendere la causa. E difficilmente gli interesserà il fatto che, successivamente, il medico sarà costretto a dover dimostrare la massima di buon senso per cui è un buon professionista colui il quale sa adattare la sua scienza al caso concreto e non già colui che, indifferente alla specificità della fattispecie, osserva acriticamente una regola astratta (1).
La denuncia sposta semplicemente il suo asse di interesse e la logica mercantile delle cause inutili non è intaccata.

Il professionista sanitario per la paura di essere denunciato potrebbe, inoltre, divenire un automa, una sorta di “meccanico applicatore” delle linee-guida da cui mai conviene discostarsi. Si può, in questo modo, centrare uno degli “obiettivi di consolidamento dell’economicità della governance del sistema sanitario”?

Non si parla di lotta ai promotori di cause inutili e di lotta alle denunce false per presunti casi di malasanità. Eppure, secondo quanto riferito dal Procuratore Capo Di Venezia Carlo Nordio: “sono in percentuale molto rilevante e rappresentano tentativi di arricchimento che fanno danni enormi alla tutela della salute dei cittadini ed alle casse dello Stato”.
Riducendo il numero delle cause frivole, invece, diverrà più prezioso il lavoro del mediatore civile, si avvantaggerà quello del Giudice e sarà più sostenibile la rata assicurativa.


Saluti
Dott. Arnaldo Capozzi

Non riportato nell’articolo pubblicato su QS
1) Il filtro deontologico può essere utilizzato dal medico chiedendo all’Ordine professionale l’interposizione (quarta legge istitutiva della Federazione degli Ordini, lett. g, art.3). Nel caso dovesse essere intrapresa una causa sulla base delle linee guida come sopra riportato, l’art. deontologico da prendere in considerazione è l’art. 58: il rapporto tra medici deve ispirarsi ai principi di corretta solidarietà, di reciproco rispetto e di considerazione della attività professionale di ognuno…
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