Incredibile intervista al Prof Veronesi

Incredibile intervista al Prof Veronesi

Messaggioda eco_admin » 23 set 2012

23.9.2012

Da un editoriale della Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi infermieri) si parla ancora dell’intervista di Lilli Gruber al prof. Veronesi. In maniera più completa era stata trattata su Janus ove leggiamo:

… Nei giorni scorsi a rinfocolare il dibattito (sulla medicina difensiva ndr) ci ha pensato Umberto Veronesi, ospite del programma Otto e mezzo in onda su La7. La domanda di Lilli Gruber era secca: «lei ha detto: “oggi in sala operatoria il codice penale prende spesso il posto del giuramento di Ippocrate”. È colpa dei medici o dei pazienti?». L’oncologo, come riportato dal primario di Pneumologia del Careggi di Firenze Andrea Lopes Pegna su Salute Internazionale, ha risposto: «Di ambedue; ormai i pazienti sono sempre più informati; oggi con internet in mezz’ora sanno tutto della loro malattia, quasi più dei medici che dovranno esaminarli e questo li mette in una condizione di forte capacità critica nei confronti delle cure che il medico fa. I pazienti sono pronti quindi a rivendicare un ipotetico danno subìto portando il medico in tribunale; il medico da parte sua, terrorizzato di questo andamento, si protegge sempre di più, e questo si chiama medicina difensiva. Nell’incertezza di non fare qualche esame o di non fare tutti gli esami necessari, il medico curante oggi prescrive tutti gli esami; il chirurgo di fronte a un intervento che potrebbe non andare perfettamente bene preferisce rinunciare all’intervento, nella paura di una causa legale, danneggiando così il paziente. Ci sono quindi vantaggi e svantaggi di fronte a questo acculturamento del paziente. Penso comunque che questo sia un vantaggio, perché da un lato il paziente é più partecipativo e collaborativo, dall’altro i medici si sentono gli occhi addosso, e sono più attenti a rispettare i diritti del malato».

Nell’editoriale dell’Ipasvi si ricorda quanto sia importante il colloquio con il paziente e non si accenna a critiche riguardo le affermazioni del Professore così come anche su Janus.

Riportiamo, invece, le impressioni del Direttore di ecografie3d.com, Dott. Arnaldo Capozzi, riguardo l’incredibile intervista:

-Dispiace affermarlo, ma sembra che il Prof. Veronesi, nella fattispecie, abbia perso il senso e la misura.
Con quale leggerezza si può affermare che: ” il codice penale prende spesso il posto del giuramento di Ippocrate” senza proporre un’alternativa che non sia una dura battaglia da parte del medico?
Con quale criterio logico si può affermare semplicisticamente che “ i pazienti sono sempre più informati; oggi con internet in mezz’ora sanno tutto della loro malattia, quasi più dei medici che dovranno esaminarli” quando, a volte, per comprendere nella sua complessità un semplice termine medico potrebbe essere necessario una vita di reparto?
In che modo, se non nella confusione dialettica, si può ritenere che in mezz’ora chiunque possa essere in grado di ottenere “una condizione di forte capacità critica nei confronti delle cure che il medico fa”? Addirittura, il Professore afferma che con questo acculturamento “ i pazienti sono pronti a rivendicare un ipotetico danno subìto portando il medico in tribunale”. È come se il sottoscritto, in mezz’ora di click su internet, si ritenesse in grado non solo di criticare ma addirittura di stilare una perizia sull’operato non dico di un ingegnere ma del panettiere sotto casa!
Incredulo di fronte all’acculturamento da internet, il medico, secondo il Professore, sarà più attento a rispettarne i diritti come se, in questo momento, tali diritti non fossero rispettati. Nulla riferisce il Professore sulle numerose pratiche frivole che, invece, da sole, potrebbero spiegare l’assoluta prevalenza delle cause vinte dai medici. Riferendosi a tali pratiche frivole, il dott. Carlo Nordio, Procuratore della Repubblica a Venezia ha affermato che in esse “la salute non c’entra nulla, si tratta di tentativi di arricchimento”. Alla faccia di quel ”paziente più partecipativo e collaborativo”!
Il solo pensiero che un chirurgo possa rinunciare ad un intervento che “potrebbe non andare perfettamente bene per paura di una causa legale” è scandaloso, dovrebbe far nascere un senso grave di ribellione. Sentimento che invece appare assente nelle parole del Professore quasi come se tale atteggiamento del chirurgo fosse conseguente a fatalità naturali.
Il Professore non parla del rapporto tra medico chiamato in causa e perito medico legale firmatario della relazione avversa eppure esso rappresenta l’elemento fondamentale nella contenziosità in medicina (e nemmeno sull’Ipasvi almeno nell’editoriale in oggetto). In questo elemento sono presenti problematiche di ordine deontologico riportate sia in questo sito, sia su “Quotidiano Sanità” a firma del Dott. Arnaldo Capozzi.
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