Troppi esami radiografici? Un rischio che va calcolato

Troppi esami radiografici? Un rischio che va calcolato

Messaggioda eco_admin » 23 mag 2012

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Troppi esami radiografici?
Un rischio che va calcolato
La quantità di radiazioni cui si è esposti a scopo diagnostico è aumentata in 30 anni del 600%. Per i progressi tecnologici
Se il test è appropriato prevalgono i benefici


Negli ultimi decenni si è registrato un aumento esponenziale della quantità di radiazioni cui viene esposta la popolazione a causa degli esami radiologici. Dati presentati in occasione dell'ultimo congresso della Società di Radiologia Nordamericana (Rsna) parlano di un incremento del 600 per cento negli ultimi 30 anni. Si tratta di un incremento riconducibile essenzialmente ai progressi tecnologici, che hanno messo a disposizione esami sempre più raffinati e precisi. Basti pensare alla Pet, alla scintigrafia, alla coronarografia e soprattutto alla Tac. «Per esempio, negli Usa dal 1981 al 2005 il numero di Tac eseguite è passato da 3 a 63 milioni» conferma Pietro Biondetti, direttore della Radiologia del Policlinico di Milano. Ma dobbiamo preoccuparci per questo incremento di esposizione alle radiazioni? C'è da fare una premessa: quando l'esame è indicato, anche se espone a una dose di radiazioni relativamente elevata, offre vantaggi che superano largamente i rischi.

PRESCRIZIONE - «Alla base di tutto vi è l'appropriatezza dell’indicazione clinica — puntualizza l'esperto —. Si pensi a un politraumatizzato, magari giovane, in cui la dimostrazione di una piccola irregolarità dell'aorta potrebbe indicare che l'arteria è rotta. È giustificato esporlo, se necessario, a una dose elevata, anche di 20 mSv (millisievert)». Al contrario, l'esposizione non giustificata a una dose molto più bassa rappresenta un inutile danno per il paziente. Fra le cause che possono forzare anche il medico a varcare la soglia dell'appropriatezza prescrittiva vi è la medicina difensiva, cioè quell'atteggiamento che spinge i medici a far eseguire un esame in più per tutelarsi da una mancata diagnosi. D'altra parte, il medico si trova spesso di fronte alla richiesta del paziente che ha sentito parlare di un "ultimo esame che permette di diagnosticare qualsiasi cosa". Ignorando però che quell'esame lo espone magari a una dose di radiazioni in grado di aumentare, anche se di poco, i rischi per la salute.

RISCHI - Ma quali sono questi rischi e di quale entità? Gli effetti prodotti dalle radiazioni sono di due tipi: c'è un effetto diretto che compare nella persona esposta a una quantità di radiazioni al di sopra di una determinata soglia e che si manifesta con danno (per esempio con un'ustione sulla pelle). La quantità in questo caso è ben superiore a quella comunemente impiegata negli esami radiologici. Il secondo è il cosiddetto effetto stocastico. «In pratica si tratta di un rischio statistico che non può essere riferito alla singola persona — spiega Biondetti —. Significa che l'esposizione a una certa dose (anche molto piccola in quanto non vi è una soglia minima, ndr) aumenta di una certa percentuale le probabilità di comparsa di un tumore nella popolazione». La quantità di radiazioni cui viene esposto il paziente è molto diversa da esame ad esame. Se si usa come termine di paragone la radiografia del torace in proiezione antero-posteriore, che determina l'esposizione a 0,02 millisievert, eseguire una Tac del torace equivale a effettuare 385 radiografie del torace, mentre una Tac coronarica a 64 strati impiegata per individuare la presenza di placche all’interno delle coronarie equivale a circa 600 radiografie del torace. Cifre che potrebbero spaventare. Tuttavia — torniamo all'appropriatezza dell'indicazione — se l'esame consente di ottenere un'informazione che modifica favorevolmente il futuro del paziente, vale senza dubbio la pena esporsi a un piccolo rischio. In fondo, una certa dose di rischio è presente in molte delle attività quotidiane.

STRUMENTI - Basti pensare ai voli aerei: si calcola per esempio che un volo intercontinentale andata e ritorno dall’Europa all'America equivale a eseguire 5 radiografie del torace, cifra che può però superare le 100 radiografie quando il viaggio avvenga in coincidenza con eventi cosmici, quali, per esempio, esplosioni solari. Resta comunque il fatto che, più bassa è la dose utilizzata nell’esame, minori sono i rischi. È per questa ragione che i ricercatori si stanno impegnando a mettere a punto apparecchi in grado di ridurre sensibilmente le radiazioni necessarie per eseguire le indagini.
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